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Musica infantile, musica per gioco, musica sentimentale, ma anche musica tanto ingenua e “moderna” da apparire seriosa e profonda. “Q.b.” è un disco molto strano ma non abbastanza per essere il disco indie dell’anno. I suoni che sono stati utilizzati godono di grande originalità (anche se il mix non è sempre impeccabile) mentre la voce di Calzavara è quasi sempre fuori luogo (tra “Valentina”, “Caterina” e “Sai Violetta” c’è un abisso); ma questi difetti non sono l’alibi per dire che “Q.b.” è un brutto disco. Anzi. Questo lavoro mi piace parecchio, sarà per un senso di innata solidarietà verso il talento col cervello, sarà per i testi e le musiche sempre così orecchiabili e condivisibili. Ricordi emergono da “Q.b.”, ricordi che dopo la fine dell’estate sembrano farsi vivi e rincorrerci, ricordi che ci fanno odiare coloro che ce li hanno fatti immagazzinare. Degli Humpty Dumpty e di “Bobby Holiday”, “Fòrmica”, “Sia questo il verso”, “Un weekend necrofilo”, “Sulla pelle”, “Barbablù” o “Mr. Makake” ne sentiremo parlare ancora, ma non nei circuiti discografici che, forse, nemmeno esistono.
eFFeMMe
17/09/2008 16:18 __come__ scrive:
voce fuoriluogo e talento col cervello!
humpty dumpty ti ha pagato? :)
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